Eine Vorstadt von Neapel: Salvatore ist fünfzehn und verkauft auf der Strasse Eis und Getränke. Ein Camorra-Gangster des Viertels bittet ihn um einen Gefallen: er soll auf die siebzehnjährige Veronica aufpassen, die von der Camorra in einem verlassenen Gebäude festgehalten wird. Salvatore begreift sofort, dass man einer solchen Bitte besser Folge leistet. Und so spielt er einen Tag lang Gefängniswärter für Veronica, ohne zu wissen, was sie in den Augen der Camorra falsch gemacht haben soll. Trotz gegenseitigen Misstrauens kommen sich die beiden Jugendlichen im Lauf des Tages näher. Sie durchforsten das riesige baufällige Gebäude, erfinden Spiele und verwandeln das Gelände in ein Abenteuerland. Doch beide wissen: die Männer der Camorra werden zurückkommen.
Der Spielfilmerstling von Leonardo di Costanzo erhielt beim Filmfestival von Venedig 2012 den Preis der internationalen Filmkritik. Es ist die tief bewegende und in stimmigen Bildern erzählte Geschichte zweier jugendlicher Aussenseiter, die sich für einen Tag aus einer Realität fortträumen, die vollständig vom Zugriff der Camorra beherrscht zu sein scheint. Kein Mafiafilm, sondern ein Film, der die Kraft der Fantasie feiert.
"L'intervallo" ist mein erster Spielfilm, vorher hatte ich Dokumentarfilme gedreht. Wie bei der Arbeit an einem Dokumentarfilm habe ich zuerst beobachtet und zugehört. Ich habe die Treffpunkte der Jugendlichen besucht, habe mich an ihren Orten aufgehalten. Das Drehbuch war eine Art Handlungsskizze, präzise zwar, aber offen genug, damit Raum für Interpretationen von Handlung und Figuren bleibt. Ausserdem stand von Anfang an fest, dass die beiden HauptdarstellerInnen keine Profis sein würden. Ich habe die Kamera möglichst diskret eingesetzt, um den SchauspielerInnen den grösstmöglichen Freiraum zu schenken. Alles mit dem Ziel, eine Geschichte über Jugendliche zu erzählen. Eine Geschichte, in der die Erwachsenen ausserhalb der Haupthandlung stehen, wahrgenommen als eine Bedrohung oder als eine Macht, die Regeln aufstellt, an die man sich halten muss. In diesem Fall sind es die Leute der Camorra, die gleichzeitig bedroht und schmeichelt, und mit der sich jeder in Neapel irgendwie auseinandersetzen muss.
Leonardo Di Costanzo
Der Spielfilmerstling von Lorenzo Di Costanzo, "L'intervallo", ist ein Film, für den ich den Begriff Meisterwerk heranziehen würde. Die Handlung baut sich im Spannungsfeld zweier Gegensätze auf. Auf der einen Seite steht die Fantasie zweier Jugendlicher, ihre Lebenslust, die ein baufälliges und leer stehendes Gebäude in eine Märchenwelt verwandelt, in dem ein mit Wasser vollgelaufener Keller zu einem Meer und ein verwilderter Garten zu einem Wald werden. Auf der anderen Seite steht der Druck der Realität, die der Logik der Bandenkriege und der Macht der Camorra folgt, einer Realität, in der allein das Gesetz des Stärkeren gilt. Zwischen diesen beiden so unversöhnlichen Welten müssen die beiden ihren Weg finden; sie müssen wählen zwischen Auflehnung und Kompromiss, zwischen Freiheit und Unterordnung. Das Ergebnis ist ein herausragender Film voller Ausdruckskraft und Zerrissenheit, voller Wahrheit und Gefühle, der alles in ein perfektes Gleichgewicht bringt und aus dem man völlig verzaubert und mit tausend Fragen im Kopf herauskommt.
Paolo Mereghetti, Corriere della Sera
"L'intervallo" ist ein überwältigender Film. Leonardo Di Costanzo kommt vom Dokumentarfilm, was man an der Intensität und Dichte jedes einzelnen Bildes spürt, ein Film gedreht mit den beiden NachwuchsdarstellerInnen Francesca Riso und Alessio Gallo, die voll rätselhafter Anmut sind. Es ist die Begegnung zweier Ausgeschlossener, die sich zu Beginn misstrauisch, wenn nicht feindselig gegenüberstehen, die sich dann öffnen und näher kommen, bis sich dieser wiedereroberte Raum in eine Art Garten Edens verwandelt.
Fabio Ferzetti, Il Messaggero
Leonardo Di Costanzo (1958, Ischia) machte seinen Abschluss am Istituto Orientale in Neapel und studierte Regie in Paris. Dort arbeitete er fürs Fernsehen, drehte Dokumentionen und beteiligte sich am Kollektivfilm "Premières Vues" (1991). In Italien drehte er die Dokumentarfilme "Prove di Stato" (1998), "A scuola" (2003), "Odessa" (2006) und wirkte bei "L'Orchestra di Piazza Vittorio" (Tourneefestival Cinema italiano 2009) mit.
Regie: Leonardo Di Costanzo.
Drehbuch: Maurizio Braucci, Mariangela Barbanente, Leonardo Di Costanzo.
Kamera: Luca Bigazzi.
Schnitt: Carlotta Cristiani.
Ausstattung: Luca Servino.
Musik: Marco Cappelli.
Darsteller: Francesca Riso (Veronica), Alessio Gallo (Salvatore), Carmine Paternoster, Salvatore Ruocco, Antonio Buil, Jean-Yves Morard.
Produktion: Carlo Cresto-Dina für Tempesta, Tiziana Soudani für Amka Film Productions.
Italien 2012, 83 Minuten, Originalfassung mit deutschen Untertiteln.
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Napoli: una ragazza e un ragazzo in un enorme edificio abbandonato. Lei, Veronica, ha fatto uno sgarbo al capocamorra del suo quartiere. Che cosa abbia compiuto di tanto grave da venir rinchiusa in questo luogo spaventoso non è chiaro. Lui, Salvatore, non c'entra niente con la camorra, ma l'hanno costretto a forza a fare da carceriere. Mentre le ore passano e l'orco tarda ad arrivare, tra Veronica e Salvatore, poco alla volta, l'ostilità lascia il posto ad una forma di scambio, di gioco, che procede per timidi approcci e piccoli avvicinamenti. Il rapporto tra i due cambia, come dentro una bolla sospesa, ma l'angoscia stringe la gola, perché il castigo sta per arrivare e sarà tremendo. E quando, al tramonto, giungeranno i camorristi, saranno diversi da quelli attesi, ma ancora più violenti e inesorabili.
"L'intervallo" è il mio primo film di finzione, in precedenza avevo realizzato alcuni documentari, ma anche questo film scaturisce da una forte curiosità per il reale. Anche per questo film, ho iniziato come per un documentario ad osservare e ad ascoltare, frequentato a lungo degli adolescenti, andando nei loro luoghi di ritrovo, e la sceneggiatura è stata pensata come a una sorta di canovaccio, preciso, ma sufficientemente aperto, per lasciare poi spazio agli interpreti per arricchire i caratteri e le vicende liberamente. Inoltre era deciso fin dall'inizio che i due attori principali sarebbero stati non professionisti. Ho usato la macchina cinema il più discretamente possibile, per lasciare agli interpreti la massima libertà. Abbiamo girato senza luci aggiuntive, con macchina a spalla, per adattarci al modo degli attori di muoversi spontaneamente. Tutto questo per raccontare una storia di adolescenti dove gli adulti non ci sono o sono al di fuori, avvertiti come minaccia o come portatori di regole e consuetudini da rispettare. Qui sono quelle della camorra che minaccia e blandisce e con le quali a gradi diversi è costretto a fare i conti chi vive a Napoli.
Leonardo Di Costanzo
"L'intervallo" è un film bellissimo. Leonardo Di Costanzo viene dal documentario e si sente nel peso e nella densità che ha ogni immagine, ogni parola del suo film, girato con due giovanissimi attori esordienti pieni di grazia e mistero, Francesca Riso e Alessio Gallo. Lei, bellezza acerba ma vistosa, costretta dalla camorra in un edificio abbandonato. Lui invece, che per mestiere tira il carretto delle granite, addetto a sorvegliarla. Le ragioni della reclusione restano a lungo misteriose. È un incontro tra esclusi, prima diffidenti se non ostili, poi sempre più vicini, in un sorvegliato crescendo di aperture e intimità che per un attimo trasforma quello spazio riconquistato in una specie di Eden. La sceneggiatura, molto efficace, in fondo ricorda "Una giornata particolare" di Ettore Scola. Anche Veronica e Salvatore, come la Loren e Mastroianni, sono due esclusi. Non c'è Hitler, non c'è il fascismo, ma il regime ha cambiato solo status. Chi detta legge oggi a Napoli, e non solo, non ha nemmeno più bisogno del crisma della legalità. Non servono quasi nemmeno le maniere forti, ormai la rinuncia è spontanea, è consapevolezza della sconfitta. Anche se c'è sempre qualcuno che sa imitare il canto degli uccelli, come Salvatore, c'è sempre una bella ragazza, almeno una, che si ribella. O almeno ci prova.
Fabio Ferzetti, Il Messaggero
La più bella sorpresa del festival di Venezia del 2012 è un film italiano, l'esordio nel cinema di finzione di Lorenzo Di Costanzo, "L'intervallo", un film per cui vorrei scomodare la parola capolavoro, solo apparentemente semplice e improvvisato, in realtà puntigliosamente scritto e preparato con prove durate mesi. La vicenda si snoda lungo due fondamentali direttive, da una parte la forza della fantasia dei due ragazzi, la loro vitalità, capace di trasformare un ambiente fatiscente e abbandonato in una specie di regno delle favole, dove una cantina allagata diventa il mare, un giardino incolto quasi una foresta, dall'altra c'è il peso della realtà, con la logica delle guerre di quartiere, del potere camorristico, dove quella del più forte è l'unica legge accettata. Tra questi mondi che così male si conciliano tra loro, i due ragazzi devono trovare la propria strada, che potrebbe essere fatta di ribellioni o di compromessi, di libertà o di sottomissioni. Il risultato è un film straordinario, forte e teso, vero ed emozionante, in perfetto equilibrio, da cui si esce con la testa piena di suggestioni e domande.
Paolo Mereghetti, Corriere della Sera |