Luca ist 15, seinen Vater kennt er nicht. Er steckt voller Lebenslust und Energie, nur mit dem Lernen hat er es nicht so. Also sind Nachhilfestunden nötig. Die gibt Bruno Beltrami, ein ehemaliger Lehrer, der den Schuldienst an den Nagel gehängt hat und sich als Ghostwriter für Biografien von Fussballern und Fernsehstars über Wasser hält. Brunos ereignisloses Leben wird durcheinandergewirbelt, als er herausfindet, dass Luca sein Sohn ist. Mehr noch: wegen eines Auslandsaufenthalts von Lucas Mutter muss der Junge für sechs Monate bei ihm einziehen. Jede Menge Konflikte sind vorprogrammiert, zumal Luca ein Talent hat, sich bei wilden Moped-Touren durch Rom immer wieder in Schwierigkeiten zu bringen. Und so lernt Bruno unfreiwillig ganz neue Seiten der italienischen Hauptstadt kennen.
Eine temporeiche Komödie über zwei völlig unterschiedliche Charaktere, die sich zusammenraufen müssen, glänzend verkörpert vom populären Altstar Fabrizio Bentivoglio und dem jungen Nachwuchstalent Filippo Scicchitano. „Scialla!“ wurde beim Festival von Venedig und bei den italienischen Filmpreisen David di Donatello als bester Nachwuchsfilm ausgezeichnet.
In der Umgangssprache der Jugendlichen in Rom bedeutet „scialla!” so viel wie „bleib locker”, „entspann dich”, vergleichbar mit dem amerikanischen „take it easy”. Einige sind der Ansicht, der Ausdruck käme vom arabischen „Inschallah”. Für mich hat der Ausdruck mehrere Bedeutungen. Mir gefällt, dass er zur Gelassenheit mahnt und an einen ruhigen Lebensstil appelliert. Ausserdem enthält er für mich auch eine ganz eigene Art von Poesie. Es ist genau das richtige Wort, um meinen Film zu definieren: eine Scialla-Komödie!
Francesco Bruni
Francesco Bruni ist seit langem als Drehbuchautor tätig, dies für Filme von Virzì bis Calopresti. Für sein Regiedebüt wählte er die Komödie. Die Geschichte dreht sich um einen Heranwachsenden, dem Schauspieler Filippo Scicchitano, eine echte Entdeckung, Glaubwürdigkeit und den richtigen Tonfall verleiht. Doch der Regisseur setzt Bruno in den Mittelpunkt, den ausgebrannten Lehrer, der von Fabrizio Bentivoglio mit seltener Feinfühligkeit verkörpert wird. Er ist es, der uns von Luca erzählt. Zwei Figuren, die zwei Generationen repräsentieren, Vater und Sohn, sowie ihre unterschiedlichen Auffassungen vom Leben, der Realität und davon, was es bedeutet, ein Mann zu sein. Die Geschichte ist fliessend und leicht, wie das Moped des Jungen auf seinen atemberaubenden Touren durch die Stadt Rom. Und Regisseur Bruni macht sich einen Spass daraus, uns ihre Eigenarten und Bewohner zu zeigen. Niemals aber verliert der Film seine Kerngeschichte aus den Augen. Der Junge und der Lehrer und die unendlichen Nuancen dieser Begegnung: Eine hauchdünne Fröhlichkeit, leicht und schamlos.
Cristina Piccino, Il Manifesto
Eine sympathische Komödie, die nach einem geglückten Einstieg eine überzeugende Balance zwischen Posse, Film noir und Jugenddrama, zwischen Bildungsroman und satirischer Komödie findet. Dabei wechselt der Film vom quasi realistischen Tonfall, in dem er vom jugendlichen Leben erzählt, zur bewussten Groteske über den Gangster, der seine Marionetten zwingt, sich Filme von Truffaut anzuschauen, und der seinem ehemaligen Lehrer nachtrauert, der ihm Pasolini beigebracht hat. Und dieses Spiel hält dank der ausgezeichneten Besetzung bis zum Filmende an.
Paolo Mereghetti, Corriere della Sera
Francesco Bruni, 1961 in Rom geboren, etabliert sich in den Neunzigerjahren als einer der erfolgreichsten Drehbuchautoren des italienischen Kinos. Insbesondere mit den Regisseuren Paolo Virzì und Mimmo Calopresti verbindet ihn eine enge Zusammenarbeit. Weiterhin ist er an Fernsehproduktionen, u.a. an der Serie „Il commissario Montalbano“, beteiligt und unterrichtet am Centro Sperimentale di Cinematografia in Rom das Fach Drehbuch. Mit „Scialla!“ legt er sein Regiedebüt vor.
Spielfilme: Scialla! (2011).
Buch und Regie: Francesco Bruni
Kamera: Arnaldo Catinari
Schnitt: Marco Spoletini
Ausstattung: Roberto De Angelis
Musik: Amir Issaa
Darsteller: Fabrizio Bentivoglio (Bruno), Barbora Bobulova (Tina), Filippo Scicchitano (Luca), Vinicio Marchioni (Poeta), Raffaella Lebboroni (Di Biagio), Giuseppe Guarino (Carmelo), Prince Manujibeya, Arianna Scommegna
Produktion: Beppe Caschetto für IBC Movie
Italien 2011, 95 Minuten, deutsche Untertitel. |
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Luca, quindicenne romano irrequieto, è cresciuto senza un padre ed è inconsciamente alla ricerca di una guida. Bruno è un professore senza figli, che ha lasciato l'insegnamento per rifugiarsi nell'apatia delle lezioni private e nella scrittura su commissione di libri di altri o biografie di calciatori e personaggi della televisione. Luca è allievo di Bruno. Poi, un giorno, Bruno scopre che Luca è suo figlio. I due si trovano così costretti a una convivenza forzata che spinge Bruno a cercare di capire come rapportarsi con un adolescente insofferente alle regole e allo studio, ma pieno di vita.
Nel gergo dei giovani di Roma “Scialla!” significa “Stai calmo”, “Rilassati”, più o meno come il “Take it easy” americano. Secondo alcuni è derivato dall’arabo “Inshallah”. Mi piace l’invito alla calma, al quieto vivere che contiene, e la considero anche una sorta di manifesto poetico. Mi sembra la parola giusta per definire il mio film, che è una commedia “scialla!”, in cui descrivo l’incontro fra Bruno, 55 anni, un po’ misantropo, che vive ormai in riserva, e Luca, 15 anni, scapestrato, vitale, simpaticissimo, con la tendenza a mettersi nei guai. E la storia è nata, in parte, dal desiderio di rivalutare la figura dei padri che, mi pare, ultimamente figurano in ribasso, ed io essendo un babbo volevo difendere la categoria. Un altro elemento centrale è il ruolo della scuola e della cultura, in genere, in questo paese, l’Italia, che mi pare carente e sofferente. Eppure la scuola è la base della società democratica, un punto di contatto fra classi sociali ed etnie, un grande laboratorio di convivenza, di crescita personale e civile.
Francesco Bruni
L’opera d’esordio dello sceneggiatore Francesco Bruni (storico il suo sodalizio con Paolo Virzì) è una commedia simpatica, che sfrutta una bella trovata iniziale e procede in equilibrio tra farsa, noir e dramma giovanilista, tra 'romanzo di formazione' e 'commedia satirica', passando dal tono (quasi) realistico con cui racconta la condizione giovanile, a quelli volutamente grotteschi del gangster che costringe le sue pupe a vedere i film di Truffaut e rimpiange il prof che gli insegnava Pasolini; e il gioco regge fino alla fine, grazie ad un ottimo cast, dal giovane Filippo Scicchitano, perfetto nel restituire le intemperanze dei quindicenni, a un sempre bravo Fabrizio Bentivoglio e ad una Barbora Bobulova, che sfrutta al meglio le sue corde leggere.
Paolo Mereghetti, Corriere della Sera
Francesco Bruni sceneggiatore di molto cinema italiano, da Virzì a Calopresti, per il suo esordio da regista punta sulla commedia, ma se il suo protagonista è un ragazzino, a cui Filippo Scicchitano, vera scoperta, sa trovare i toni giusti di verità, lo sguardo del regista, però, è piuttosto quello di Bruno, il professore disarmato, che Fabrizio Bentivoglio calibra con rara bravura. È lui a 'raccontarci' il ragazzo e i suoi coetanei, pure se non c'è io narrante dichiarato. E questo permette a Bruni di osservare le cose da una doppia angolazione, senza pretese di spiegare, con l'ammissione di inadeguatezza e quel tanto di giusta critica verso chi pontifica sui 'giovani', tipo i professori del ragazzo, salvo poi non sforzarsi nemmeno un po' a cercare un rapporto di reciprocità. La scelta di regia è di mettere in scena un confronto a due che è tra generazioni, tra padre e figlio, tra diverse visioni della vita, della realtà, del maschile. Lo spazio di questo confronto è la parola, ma il flusso della storia corre libero, come il motorino del ragazzino nei suoi giri furibondi per la città, Roma, e Bruni si diverte a punteggiarla di tipologie, dall'ex-allievo spacciatore in stile serie tv del professore che invita le ragazze per guardare 'Fuori orario', alla coppia dei baristi impiccioni, senza perdere di vista la scommessa iniziale, il ragazzo e il professore e le infinite sfumature che appaiono in questo incontro: una allegria impalpabile, lieve e spudorata.
Cristina Piccino, Il Manifesto
David di Donatello a Francesco Bruni come miglior regista esordiente. |